Perché una buona spiegazione può migliorare il controllo del pavimento pelvico

Comprendere il proprio corpo non è soltanto informazione: è il primo passo dell’apprendimento motorio

Quando una persona si rivolge a un fisioterapista per un problema del pavimento pelvico, spesso si aspetta di ricevere esercizi. È una reazione comprensibile. Nell’immaginario comune la riabilitazione coincide con il movimento: fare qualcosa, allenarsi, rinforzare un muscolo.

Eppure, nella pratica clinica, accade spesso qualcosa di curioso. Molti pazienti non sanno esattamente cosa dovrebbero muovere. Non riescono a capire se il pavimento pelvico sia contratto o rilassato. Fanno fatica a percepire quella regione del corpo. Alcuni non sono sicuri di eseguire correttamente l’esercizio nemmeno dopo averlo ripetuto più volte.

In queste situazioni, il problema non è necessariamente la forza. Spesso il problema è la comprensione.

 

Il cervello ha bisogno di sapere cosa sta controllando

Immaginiamo di chiedere a una persona di muovere un muscolo che non ha mai sentito, percepito o utilizzato volontariamente. Probabilmente il movimento sarà incerto. Non perché il muscolo sia debole. Ma perché il cervello possiede poche informazioni su quella parte del corpo.

Il pavimento pelvico rappresenta un esempio perfetto. A differenza delle mani, del volto o delle gambe, è una regione che raramente osserviamo e alla quale prestiamo poca attenzione durante la vita quotidiana. Per molte persone rimane quasi sconosciuta fino alla comparsa di un sintomo. Quando chiediamo di contrarre o rilassare questi muscoli, stiamo quindi chiedendo al cervello di controllare qualcosa che conosce poco.

 

Comprendere è già parte dell’apprendimento

Negli ultimi anni diversi studi hanno evidenziato un aspetto interessante. L’educazione del paziente non serve soltanto a fornire informazioni. Può migliorare la capacità di eseguire correttamente un compito motorio.

In altre parole, capire meglio il proprio corpo può facilitare il controllo del movimento. Questo concetto è particolarmente importante nella riabilitazione del pavimento pelvico. Spiegare dove si trova questa muscolatura, come lavora, quali funzioni svolge e cosa dovrebbe essere percepito durante una contrazione aiuta il sistema nervoso a costruire una rappresentazione più precisa di quella regione del corpo.

Prima ancora di allenare il muscolo, stiamo allenando la sua rappresentazione nel cervello.

Perché dedico tempo alle spiegazioni

Durante una visita, una parte del tempo viene spesso dedicata a spiegazioni, immagini, schemi, modelli anatomici o esempi pratici. Qualcuno potrebbe pensare che sia una pausa tra un esercizio e l’altro.

In realtà è parte integrante del trattamento.

  • Quando un paziente comprende ciò che sta accadendo nel proprio corpo, cambia il modo in cui osserva i sintomi;
  • Quando comprende come funziona il pavimento pelvico, diventa più facile riconoscere le sensazioni associate alla contrazione e al rilassamento;
  • Quando comprende il motivo di un esercizio, aumenta la probabilità di eseguirlo correttamente.

La conoscenza non sostituisce il movimento. Lo rende più efficace.

Vedere ciò che normalmente non si vede

Per questo motivo, nella riabilitazione moderna, vengono spesso utilizzati strumenti che aiutano a trasformare un concetto astratto in qualcosa di concreto. Un’immagine, un modello anatomico o un sistema di biofeedback permettono al paziente di osservare ciò che normalmente rimane invisibile.

Questi strumenti non servono soltanto a “mostrare un muscolo”. Servono a creare un collegamento più chiaro tra ciò che il paziente fa e ciò che il cervello percepisce. Più questo collegamento diventa preciso, più il controllo motorio tende a migliorare.

Dal sapere al sentire

Esiste un passaggio fondamentale che spesso viene sottovalutato.

Non basta ricevere un’informazione. L’obiettivo è trasformare quella conoscenza in esperienza. All’inizio il paziente comprende un concetto. Successivamente inizia a riconoscerlo nel proprio corpo. Infine impara a controllarlo.

È il percorso che porta dal sapere al sentire, e dal sentire al movimento.

Una spiegazione non è tempo perso

Per molti anni la riabilitazione è stata associata quasi esclusivamente all’esercizio. Oggi sappiamo che il cervello svolge un ruolo centrale in ogni processo di apprendimento motorio.

Quando dedichiamo del tempo a spiegare al paziente come funziona il pavimento pelvico, non stiamo semplicemente fornendo informazioni. Stiamo creando le condizioni perché il cervello possa riconoscere, percepire e controllare meglio quella regione del corpo. Per questo motivo una buona spiegazione non rappresenta una pausa della terapia.

Molto spesso, è già terapia!

 

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