Perché non riesco a sentire il mio pavimento pelvico?

“Sto cercando di contrarre i muscoli del pavimento pelvico, ma io non riesco a capire se lo sto facendo bene.”

È una frase che sento spesso durante le visite.

Alcune persone riescono a percepire immediatamente il movimento del pavimento pelvico. Altre, invece, fanno più fatica. Non sanno dire se stanno contraendo, rilassando oppure semplicemente immaginando di farlo.

Se ti riconosci in questa situazione, sappi che non sei l’unico.

 

Alcune parti del corpo sono più facili da percepire di altre

Prova a chiudere gli occhi.

Probabilmente riesci a sentire facilmente la posizione delle mani, dei piedi o della lingua. Sono parti del corpo che utilizziamo continuamente e alle quali il cervello dedica molta attenzione.

Il pavimento pelvico è diverso. Si trova in una zona poco visibile, raramente osservata e spesso trascurata. Per molte persone rappresenta una parte del corpo di cui si scopre l’esistenza solo quando compare un sintomo: una perdita urinaria, un dolore, una sensazione di peso o un disturbo della funzione sessuale.

Non è quindi sorprendente che la sua percezione possa risultare poco chiara.

 

Non significa che ci sia qualcosa che non va

Molti pazienti pensano:

“Se non riesco a sentirlo, forse il muscolo non funziona.”

In realtà le cose non stanno necessariamente così. La difficoltà nel percepire il pavimento pelvico non indica automaticamente la presenza di un danno o di una debolezza. Spesso significa semplicemente che il cervello non ha ancora imparato a riconoscere con precisione i segnali provenienti da quella regione del corpo.

È un po’ come cercare di muovere un muscolo che non abbiamo mai osservato con attenzione. All’inizio il movimento appare sfumato, poco chiaro, difficile da distinguere. Con il tempo e con l’esercizio, però, la percezione può diventare molto più precisa.

 

Quando la percezione può diventare più difficile

Ci sono situazioni in cui sentire il pavimento pelvico può essere particolarmente complicato. Può accadere dopo un intervento chirurgico, durante periodi di dolore persistente o quando una zona del corpo viene evitata inconsciamente perché associata a sintomi spiacevoli. Anche una tensione muscolare presente da molto tempo può giocare un ruolo.

Paradossalmente, alcune persone mantengono il pavimento pelvico costantemente attivo senza rendersene conto. Quando quella tensione è presente da mesi o anni, il sistema nervoso può iniziare a considerarla normale. È lo stesso motivo per cui qualcuno può tenere le spalle sollevate per tutta la giornata senza accorgersene.

 

Imparare a percepire è già parte del trattamento

Molte persone pensano che la riabilitazione del pavimento pelvico consista esclusivamente nel rinforzare i muscoli. In realtà, prima ancora della forza, spesso è necessario recuperare la consapevolezza. Per poter controllare qualcosa, dobbiamo prima riuscire a percepirlo. Durante il percorso riabilitativo vengono utilizzati diversi strumenti per facilitare questo processo: esercizi di attenzione corporea, lavoro sul respiro, movimenti guidati e, quando opportuno, strumenti di biofeedback che aiutano a rendere visibile ciò che normalmente non riusciamo a percepire.

L’obiettivo non è soltanto contrarre un muscolo, ma imparare a riconoscere ciò che accade nel proprio corpo.

 

Un percorso che richiede pazienza

Se oggi non riesci a sentire chiaramente il tuo pavimento pelvico, non significa che non lo sentirai mai. La percezione corporea è una capacità che può essere allenata. Così come impariamo a riconoscere un nuovo movimento o una nuova abilità, anche la consapevolezza del pavimento pelvico può migliorare gradualmente. Per molte persone il primo passo della riabilitazione non è fare di più, ma imparare ad ascoltare meglio.

E spesso è proprio da lì che inizia il cambiamento.

 

Approfondimenti  sulla regolazione neuromuscolare e sul dolore pelvico: