Quando una persona inizia un percorso riabilitativo, spesso pensa che il recupero dipenda principalmente dalla forza. Se un muscolo è debole, bisogna rinforzarlo. Se una funzione è alterata, bisogna allenarla. Sebbene questa idea contenga una parte di verità, oggi sappiamo che il recupero è un processo molto più complesso. Prima ancora della forza, il sistema nervoso deve imparare o reimparare a controllare il movimento. È qui che entrano in gioco due concetti fondamentali della moderna riabilitazione: apprendimento motorio e neuroplasticità.
Che cos’è l’apprendimento motorio?
L’apprendimento motorio è il processo attraverso il quale il sistema nervoso acquisisce, modifica o perfeziona una determinata abilità di movimento. Quando impariamo a camminare, andare in bicicletta, scrivere o guidare un’automobile, il cervello non si limita a eseguire un movimento. Impara a organizzarlo in modo sempre più efficiente. Con il tempo il controllo diventa più preciso, più automatico e richiede meno attenzione cosciente. In altre parole, il movimento viene appreso.
Il cervello è il vero organo dell’apprendimento
Ogni movimento nasce nel sistema nervoso. I muscoli eseguono il comando, ma è il cervello che organizza, pianifica e modifica continuamente il comportamento motorio. Per questo motivo una persona può possedere muscoli perfettamente funzionanti e avere comunque difficoltà nel controllo di un movimento. Il problema non riguarda necessariamente la forza. Può riguardare il modo in cui il sistema nervoso sta utilizzando quella forza.
Il ruolo della neuroplasticità
L’apprendimento motorio è possibile grazie alla neuroplasticità. La neuroplasticità rappresenta la capacità del sistema nervoso di modificare le proprie connessioni e il proprio funzionamento in risposta all’esperienza. Ogni volta che ripetiamo un movimento, il cervello aggiorna le proprie reti neuronali. Le connessioni neuronali più utilizzate tendono a rafforzarsi. Quelle meno utilizzate tendono progressivamente a ridursi. È attraverso questo processo che il sistema nervoso costruisce nuove abilità.
Cosa accade dopo un periodo di dolore o un intervento chirurgico?
Dopo un episodio doloroso, un trauma o un intervento, il sistema nervoso può modificare il proprio modo di controllare il movimento. Dal punto di vista biologico si tratta spesso di una strategia di protezione. Il cervello cerca di limitare il carico sulla zona considerata vulnerabile. Nel breve periodo questa risposta può essere utile.
Nel lungo periodo, tuttavia, possono comparire:
- alterazioni della coordinazione
- strategie motorie compensatorie
- aumento della tensione muscolare
- perdita di precisione nel controllo motorio
- perdita della flessiblità motoria
In molti casi il problema non è più rappresentato esclusivamente dal tessuto. Anche il sistema di controllo ha bisogno di essere rieducato.
Il movimento come informazione
Uno dei concetti più importanti dell’apprendimento motorio è che il movimento non rappresenta soltanto un esercizio. Rappresenta un’informazione. Ogni volta che il cervello esegue un movimento riceve un’enorme quantità di dati provenienti dai muscoli, dalle articolazioni, dalla vista, dall’equilibrio e dalla sensibilità corporea. Queste informazioni vengono utilizzate per aggiornare continuamente il controllo motorio. Per questo motivo la qualità dell’esperienza è spesso più importante della semplice quantità di esercizi eseguiti.
Apprendimento motorio e pavimento pelvico
Questo concetto è particolarmente rilevante nella riabilitazione del pavimento pelvico. Molte persone non hanno mai imparato a percepire correttamente questa regione del corpo. Altre hanno perso parte della capacità di controllo dopo un intervento chirurgico, un episodio doloroso o un periodo prolungato di disfunzione. In questi casi il lavoro riabilitativo assomiglia molto più a un processo di apprendimento che a un tradizionale allenamento muscolare.
L’obiettivo può essere:
- migliorare la percezione del pavimento pelvico
- recuperare la coordinazione con la respirazione
- modulare la tensione muscolare
- migliorare il rilassamento
- reintegrare la funzione nelle attività quotidiane
Perché ripetere non basta
La semplice ripetizione di un esercizio non garantisce l’apprendimento. Perché il sistema nervoso modifichi realmente il proprio comportamento sono necessari alcuni elementi fondamentali:
- attenzione
- significato dell’attività
- feedback
- variabilità dell’esperienza
- pratica ripetuta nel tempo
Il cervello impara soprattutto quando riceve informazioni utili e rilevanti.
Il ruolo del biofeedback
Strumenti come il biofeedback possono facilitare l’apprendimento motorio. Fornendo informazioni visive immediate, aiutano il cervello a comprendere meglio ciò che sta accadendo. Il paziente non riceve soltanto un’indicazione verbale. Può osservare direttamente il risultato della propria azione. Questo accelera spesso il processo di apprendimento.
Una prospettiva diversa sulla riabilitazione
Guardare la riabilitazione attraverso il prisma dell’apprendimento motorio cambia profondamente il significato degli esercizi. L’obiettivo non è semplicemente rinforzare un muscolo. L’obiettivo è aiutare il sistema nervoso a sviluppare strategie di controllo più efficienti. Ogni esercizio rappresenta un’opportunità di apprendimento. Ogni esperienza motoria rappresenta un’occasione per sfruttare la neuroplasticità.
Ed è proprio questa capacità di adattamento che rende possibile il recupero funzionale anche nelle situazioni più complesse.
Approfondimenti sulla regolazione neuromuscolare e sul dolore pelvico:
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Dolore Pelvico Cronico: cause, fattiori coinvolti e possibili strategi e di recupero
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Alterazioni del tono muscolare: Strategie Riabilitative per l’Ipotonia e l’Ipertonia
Controllo motorio: come il cervello organizza il movimento
Bibliografia:
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