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La propriocezione del pavimento pelvico: il senso nascosto che guida il controllo

Perché la capacità di sentire il pavimento pelvico è importante tanto quanto la sua forza

Quando si parla di pavimento pelvico, l’attenzione si concentra spesso sulla forza muscolare. Molte persone arrivano alla valutazione convinte che il problema sia semplicemente avere muscoli troppo deboli e che la soluzione consista nell’eseguire esercizi per rinforzarli.

La realtà è spesso più complessa.

Per utilizzare correttamente un muscolo non basta che sia forte: bisogna anche riuscire a percepirlo. Questo vale per una mano, per una caviglia, per la schiena e anche per il pavimento pelvico. Dietro questa capacità si nasconde un meccanismo poco conosciuto ma fondamentale: la propriocezione.

 

Che cos’è la propriocezione?

La propriocezione è la capacità del sistema nervoso di percepire la posizione e il movimento delle diverse parti del corpo senza bisogno di guardarle.

Se chiudiamo gli occhi e solleviamo un braccio, sappiamo comunque dove si trova. Se camminiamo al buio, riusciamo a percepire la posizione delle gambe e dei piedi senza osservarli continuamente. Questa informazione viene raccolta da particolari recettori presenti nei muscoli, nei tendini, nelle articolazioni e nei tessuti corporei. I segnali raggiungono il cervello, che costruisce continuamente una rappresentazione aggiornata del nostro corpo. È grazie a questo sistema che possiamo muoverci con precisione e coordinazione.

 

Percezione e propriocezione: non sono la stessa cosa

Quando si parla di pavimento pelvico, i termini percezione e propriocezione vengono spesso utilizzati come sinonimi, ma in realtà indicano aspetti diversi.

La percezione comprende tutte le sensazioni che provengono dal corpo: pressione, dolore, tensione, riempimento della vescica o dell’intestino.
La propriocezione è una forma specifica di percezione e riguarda la capacità di riconoscere la posizione, il movimento e lo stato di contrazione dei muscoli.

Nel pavimento pelvico questi due aspetti sono strettamente collegati. Per questo motivo, quando una persona riferisce di “non sentire” il proprio pavimento pelvico, spesso non si tratta soltanto di una difficoltà propriocettiva, ma di una ridotta consapevolezza complessiva di quella regione del corpo.

Il pavimento pelvico possiede una propria percezione?

La risposta è sì.

Anche il pavimento pelvico invia costantemente informazioni al sistema nervoso. I muscoli, le fasce e i tessuti della regione pelvica comunicano con il cervello attraverso una rete di recettori sensoriali che contribuisce alla percezione della zona.

Tuttavia esiste una differenza importante rispetto ad altre parti del corpo. Le mani, il volto o i piedi vengono utilizzati continuamente nella vita quotidiana e ricevono una grande quantità di stimoli sensoriali. Il pavimento pelvico, invece, lavora prevalentemente in modo automatico e al di fuori della nostra attenzione cosciente. Per questo motivo molte persone hanno difficoltà a localizzarlo, percepirlo o descrivere ciò che accade durante una contrazione o un rilassamento.

 

Quando la percezione diventa meno precisa

In alcune situazioni la capacità di percepire il pavimento pelvico può ridursi.

Può accadere dopo un intervento chirurgico, in presenza di dolore persistente, dopo un parto, durante periodi di forte tensione emotiva oppure semplicemente perché quella zona non è mai stata utilizzata in modo consapevole. Non significa necessariamente che i muscoli abbiano perso forza.

A volte il problema principale è che il cervello riceve informazioni meno precise o meno chiare da quella regione del corpo. In questi casi una persona può avere difficoltà a capire se sta realmente contraendo il pavimento pelvico, se lo sta rilassando oppure se sta utilizzando altri muscoli in compenso.

 

Percezione e controllo sono strettamente collegati

Immaginiamo di dover controllare un muscolo che non riusciamo a sentire. Probabilmente il movimento sarà impreciso, poco coordinato e difficile da riprodurre.

Lo stesso principio vale per il pavimento pelvico. La capacità di controllarlo dipende in larga parte dalla qualità delle informazioni che il sistema nervoso riceve da quella zona. Per questo motivo la riabilitazione non si limita al semplice rinforzo muscolare. In molti casi è necessario migliorare prima la percezione, la consapevolezza e la rappresentazione mentale del pavimento pelvico. Quando la percezione diventa più chiara, il cervello riesce a organizzare meglio il movimento e il controllo muscolare tende a migliorare.

 

Il ruolo della riabilitazione

Uno degli obiettivi della riabilitazione del pavimento pelvico è aiutare la persona a riconoscere e interpretare meglio i segnali provenienti dal proprio corpo.

Le spiegazioni, gli esercizi guidati e il biofeedback  possono diventare strumenti utili per rendere più evidente ciò che normalmente avviene in modo invisibile. Non si tratta soltanto di allenare un muscolo. Si tratta di migliorare il dialogo tra il pavimento pelvico e il sistema nervoso, favorendo nuovi apprendimenti e una maggiore precisione nel controllo motorio.

 

Un aspetto spesso sottovalutato

Quando si pensa alla funzione del pavimento pelvico è naturale concentrarsi sulla forza. In realtà forza e percezione rappresentano due facce della stessa medaglia. Un muscolo forte ma difficile da percepire può essere utilizzato in modo inefficace. Al contrario, una buona consapevolezza corporea può facilitare l’apprendimento motorio e rendere più efficace il percorso riabilitativo.

Per questo motivo, in molti casi, imparare a sentire il pavimento pelvico è il primo passo per imparare a controllarlo meglio.

 

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