Imparare a contrarre per imparare a rilassare: Il ruolo della contrazione nell’apprendimento motorio del pavimento pelvico

Quando si parla di pavimento pelvico ipertonico, una delle convinzioni più diffuse è che il trattamento debba concentrarsi esclusivamente sul rilassamento.

In effetti, molti pazienti arrivano alla valutazione con la sensazione di avere muscoli “sempre tesi”, difficoltà a lasciar andare la contrazione o sintomi come dolore pelvico, urgenza urinaria e fastidi persistenti nella regione perineale. Per questo motivo può sembrare controintuitivo che, durante il percorso riabilitativo, il fisioterapista chieda comunque di imparare a contrarre il pavimento pelvico.

La domanda è legittima:

Se il muscolo è già troppo contratto, perché allenare la contrazione?

La risposta riguarda il controllo motorio più che la forza muscolare.

 

Ipertono non significa muscolo forte

Un muscolo può essere molto attivo e allo stesso tempo poco competente. Nella pratica clinica, molti pazienti con ipertono del pavimento pelvico presentano una difficoltà nel modulare l’attività muscolare. Non riescono a scegliere con precisione quando attivare il muscolo, e, soprattutto, quando lasciarlo andare.

In altre parole, il problema non è soltanto la presenza di una tensione elevata. Il problema è spesso la perdita della capacità di regolare quella tensione.

 

La contrazione come strumento di apprendimento

Durante la riabilitazione la contrazione non viene necessariamente utilizzata per aumentare la forza. Molto spesso viene utilizzata per migliorare la consapevolezza e il controllo del movimento.

Quando il paziente riesce a identificare il pavimento pelvico e ad attivarlo volontariamente, il sistema nervoso riceve informazioni più precise su quella regione del corpo.

Questo processo contribuisce a migliorare:

  • la percezione del pavimento pelvico;
  • la capacità di distinguere contrazione e rilassamento;
  • la coordinazione con il respiro;
  • il controllo motorio volontario.

In altre parole, la contrazione diventa uno strumento per conoscere meglio il muscolo.

 

Non si può rilassare ciò che non si riesce a controllare

Per molte persone il concetto di rilassamento sembra intuitivo. In realtà il rilassamento è una competenza motoria complessa. Per riuscire a ridurre volontariamente la tensione di un muscolo è necessario possedere una rappresentazione sufficientemente precisa di quel distretto corporeo.

Se una persona non riesce a identificare il pavimento pelvico, non percepisce chiaramente la contrazione e non sa distinguere le diverse sensazioni provenienti da quella regione, anche il rilassamento può diventare difficile. Da questo punto di vista, imparare a contrarre e imparare a rilassare non sono due processi separati. Sono due facce della stessa abilità.

 

Il ruolo della rappresentazione corporea

Le neuroscienze hanno dimostrato che il controllo del movimento dipende dalla qualità delle mappe corporee presenti nel cervello.

Ogni parte del corpo ha una propria rappresentazione nella corteccia cerebrale. Se una regione viene poco usata, ignorata o coinvolta in un problema persistente, la rappresentazione può diminuire. Il pavimento pelvico non fa eccezione. Molti pazienti con dolore pelvico cronico o disturbi funzionali riferiscono di avere difficoltà a percepire chiaramente questa parte del corpo.

In questi casi il lavoro riabilitativo non consiste soltanto nel modificare il comportamento del muscolo, ma anche nel migliorare la qualità delle informazioni che il cervello riceve e utilizza.

 

Contrarre per imparare a rilasciare

Molte volte il vero obiettivo è ciò che accade immediatamente dopo la contrazione. Quando il paziente esegue una contrazione lenta e controllata, può percepire meglio anche il successivo ritorno allo stato di riposo. Questo permette di sviluppare una maggiore capacità di modulazione.

Il sistema nervoso inizia progressivamente a distinguere:

  • attivazione
  • mantenimento
  • rilascio
  • stato di riposo

È proprio questa capacità di passare da uno stato all’altro che spesso risulta compromessa nei disturbi caratterizzati da tensione persistente.

 

Oltre la forza muscolare

Nella riabilitazione del pavimento pelvico il concetto di contrazione non dovrebbe essere interpretato esclusivamente come un allenamento di forza. In molti casi rappresenta un esercizio di apprendimento motorio.

L’obiettivo non è insegnare al muscolo a lavorare di più. L’obiettivo è insegnargli a lavorare meglio. Un pavimento pelvico sano non è semplicemente un pavimento pelvico forte. È capace di adattarsi alle richieste del momento, di attivarsi quando necessario e di ritornare allo stato di riposo quando il compito è terminato.

La riabilitazione cerca proprio di recuperare questa capacità di modulazione, che rappresenta uno degli aspetti più importanti del controllo motorio.

 

Approfondimenti  sulla regolazione neuromuscolare e sul dolore pelvico: